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Chaturanga Dandasana

Written by Nadia Cuzzani

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Questa posizione è provocatoria per le persone che pensano che l’Hatha Yoga sia esclusivamente flessibilità, perchè l’eccessiva flessibilità, il continuo errato stiramento delle membra al limite delle proprie possibilità rende presto consapevoli che l’ipermobilità si trasforma in problemi persistenti alle ginocchia e caviglie, dolori alla schiena e al collo. La flessibilità senza la forza conduce ad uno stato di disintegrazione. Lo scopo dell’Hatha Yoga è la flessibilità, la forza, la resistenza, la purezza della mente e del corpo per permettere all’aspirante di raggiungere uno stato meditativo in movimento. Questa Asana cerca di mantenere il corpo nella sua totalità: le mani e i piedi toccano il pavimento, mentre tutto il resto del corpo è sospeso dal pavimento, compatto (DANDA è bastone, rigido). Non è un’Asana facile per i principianti perché richiede un livello di forza nelle braccia e nelle parti superiori del corpo, inesistenti nella maggioranza degli allievi principianti e sedentari.

La forza richiesta in CHATURANGA DANDASANA è importante quanto la capacità di integrare (la parola integrità viene dal latino “integritas” che significa rinnovare ricostruire) integrità fisica è il rinnovamento o la ricostruzione dell’originaria globalità del corpo, quindi coordinazione di movimento e comunicazione tra diverse strutture del corpo, come le gambe e la colonna vertebrale. Implica anche un equilibrio tra forza, flessibilità e distensione, e produce una perfetta unione di queste tre qualità, quando manca ci percepiamo disarmonici. Forse la ragione per cui Chaturanga Dandasana è disarmante per i principianti è che può essere fatta solo se c’è una forza uniforme che scorre attraverso tutto il corpo, dalla testa ai piedi, attraverso la spina dorsale in modo uniforme e ininterrotta. Immaginate di tenere un bastone (DANDA) in equilibrio sulla mano: pensate come può risultare facile tenere un bastone di diametro e peso uniforme su di una mano posto orizzontalmente rispetto a terra e come è difficile mantenere la stessa condizione con un pezzo di legno irregolare. Questa forza di esecuzione di Chaturanga Dandasana deriva principalmente dal sostegno delle braccia e dalla forza motrice delle gambe che spingono in dietro e in alto, e deriva inoltre dal rapporto tra la parte anteriore del corpo (la gola, i polmoni, gli organi addominali) che è morbida e la parte posteriore (la colonna vertebrale, la gabbia toracica il rivestimento pelvico) che è stabile. In Chaturanga Dandasana la sensazione è che la parte anteriore venga poi succhiata, inghiottita verso la posteriore, muscoli addominali e organi interni contro la colonna vertebrale. I gomiti sono vicini ai fianchi, le dita delle mani sono distanziate, le mani si radicano al pavimento e si espandono con una distribuzione del peso che predilige la parte anteriore, i talloni scorrono in dietro, il centro della testa si opporrà ai talloni scorrendo in avanti: quando queste azioni si consolidano e il corpo è sostenuto uniformemente otteniamo Chaturanga Dandasana.

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Possiamo aiutare i principianti a prendere confidenza e coscienza della postura partendo con tutto il corpo a terra. Posizioniamo le mani ai lati dei pettorali, tenendo conto che le stesse debbono espandersi e radicarsi al pavimento, la fronte appoggiata al pavimento; da questa condizione mantenendo sempre la fronte a terra , risucchiare il corpo dal pavimento staccandolo, ed in fine staccare la fronte ottenendo così Chaturanga Dandasana.

 

 

 

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Come esercizio preparatorio possiamo sistemarci a terra con le ginocchia che appoggiano al pavimento, i piedi già in posizione come nell’esecuzione precedente, le mani a terra con i gomiti flessi: per ultimare la posizione abbassiamo per primo il torace e quando siamo paralleli al pavimento si staccano le ginocchia così siamo nuovamente in Chaturanga. I benefici di questa asana sono svariati, rinforza i polsi e la parte superiore del corpo, tonifica i muscoli addominali, aumenta il vigore e la resistenza, porta una sensazione di vitalità e leggerezza.

 

Una volta raggiunto Chatturanga Dandasana possiamo unirla da altre posture in movimento costruendo una sequenza in armonia aumentando i benefici elencati precedentemente.

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Posizionato il corpo in Hado Muka Svanasana (1), ci portiamo flettendo le braccia in Chaturanga Dandasana (2) e mantenendo le gambe inamovibili distendiamo le braccia ed otteniamo Uhrdva Muka Svanasana (3), riportiamo quindi il corpo in Hado Muka Svanasana (4) spingendo in dietro con le braccia e riportando le natiche verso l’alto. Ruoteremo il piede destro e mantenendo la mano corrispondente a terra faremo ruotare il corpo, distendendo il braccio sinistro in alto saremo cosi in Vasistasana (5). Ci riporteremo in Hado Muka Svanasana (6) mettendo le due mani a terra e ripeteremo la sequenza sul lato sinistro.

 

Nadia Cuzzani
Nadia Cuzzani
Advanced Teacher
Associazione Yoga GANESH
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